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Venerdi 30 maggio Anteprima Carpisa Neapolis prodotta da CASBAH e Freak out è lieta di presentare l’evento musicale dell’anno. Per la prima volta a Napoli RADIO SOULWAX LIVE. In occasione dell’uscita del loro documentario ‘PART OF THE WEEKEND NEVER DIES’ girato da Saam Farahmand negli ultimi due anni di date, i SOULWAX si presenteranno in una veste inedita, 10 elementi, sul palco ON THE BEACH del FRUIT.
PART OF WEEKEND NEVER DIES è stato presentato in anteprima mondiale alla Royal academy di Londra lo scorso 24 aprile alla presenza di 7000 persone.
Considerati uno dei gruppi leader del fenomeno Electro Rock europeo, ospiti dei festival piu importanti del globo e Headline del SONAR piu volte (anche quest’anno si esibiranno),I Soulwax vengono fondati dai fratelli David e Stephen Dewaele nel 1995 a Ghent, in Belgio. Il loro album di debutto, LEAVE THE STORY UNTOLD, prodotto da Chris Goss, è datato 1996: per la loro affermazione a livello internazionale, però, bisognerà aspettare il 1999, anno che li vede immettere sul mercato MUCH AGAINST EVERYONE’S ADVICE. Accando alla carriera come rockband, i due fratelli si mettono in luce anche come DJ e remixer sotto gli pseudonimi di 2 Many DJs, Flying Dewaele Brothers, Samantha Fu e Kawazaki: a loro si devono, infatti, numerosi mash-up tra brani famosi spesso pubblicati direttamente sul Web. Nel 2004 esce ANY MINUTE NOW, ad oggi il loro ultimo album come band, mentre si intensifica sempre più la loro attività dietro la consolle: non a caso nel 2005 esce la loro prima raccolta di remix, NITE VERSION, seguita, nel 2007, da MOST OF THE REMIXES.
L’evento del 30 maggio vedrà una conferenza stampa alle ore 16.00 alla FNAC di Via Luca Giordano in cui il gruppo incontrerà sia giornalisti che fans e verrà proiettato il documentario PART OF THE WEEK END NEVER DIES.
Alle ore 21.00 apriranno i cancelli del FRUIT dove si inizierà a ballare con la musica dei DJs JD della Casbah Rec, CArlo Grieco della rush recordings e gianluca motta della motivo Rec.
A seguire il Live dei Soulwax e a concludere il dj set dei 2 MANY DJS pronti a far saltare in aria la spiaggia del FRUIT con il loro supersonico set di MASH UP ormai famoso in tutto il mondo.
location: FRUIT, Viale Sibilla 8, Licola Lidi.
Per Info
Il collettivo avellinese LaShockFabrique presente questo venerdì 29 Febbraio, la seconda serata del propio tour sonoro, che vedrà esibirsi i campani Ne Travaillez Jamais con il loro post-punk sperimentale, fatto di tastierine folli e suoni corrosivi; a seguire il dj set del duo irpino HardtoPronounce , che per l’occasione sfornerà un mix di suoni electro e melodie accattivanti. Al Black House Blues diAvellino, serata per cuori ed orecchie forti, da non perdere.
Per tutte le band che sono interessate a partecipare allo Stone Free Festival 2008, è finalmente uscito il bando di adesione. Per quelli che ancora non conoscono la rassegna di Apice Vecchia (Bn), trovate il nostro live report sull’edizione passata, che ha visto esibirsi sul palco sannita Petrol e Zu su tutti, a questo link. Cosa aspettate, iscrivetevi, il bando termina il 15 Aprile!!!
Ascoltando le prime tracce di questo disco, si fatica a credere che sia soltanto un debutto, questi quattro musicisti irpini danno l’impressione di essere dei veterani della scena musicale, non fosse altro per la maestria con cui si muovono tra i generi.
Sharing Ghosts è un meltin pot di influenze, saggiamente amalgamate, suoni trasformi, docili che divengono in un attimo rabbiosi; il post-rock come base, i Tortoise e i suoni cari alla Seahorse (etichetta che produce il disco), certa psychedelia di “fluida memoria”, incontrano la veemenza di impronta stoner e l’urgenza punk.
Passatemi l’azzardo, ma li paragonerei a dei moderni Television, con più cuore e più gioia di vivere, un disco fatto di vaste cavalcate piene di calore emotivo traslato in una montagna di rumore.
I Deny sono talentuosi, eccelsi nell’apprendere la lezione dei loro grandi maestri (Sonic Youth su tutti), riuscendo a dare un’ impronta personale a questo debutto, lasciando la certezza che sentiremo parlare di loro presto.

Domani 8 febbraio, nuova tappa di Fabbricaria Room a Trentola Ducenta (Ce), questa volta sarà di scena il rock sperimentalen dei Kazum, sospeso tra jazz, ellettronica e suoni acustici; a seguire il dj set disco/punk degli HardToPronounce, duo avellinese dedito alle sonorità fatte di beat ruvidi e sprazzi indie. Per la parte visiva, ci saranno i “ Corpi non plastici, ma di plastica in scene di vita quotidiana” di Fiorella Q.
Esce il vol. 0 della net label/web magazine Musicaoltranza, dove si può trovare quanto di buono e sotterraneo c’è nell’ elettronica italiana.
Una compilation per gli amanti dei suoni digitali, che spaziano dall’ellettronica più mite dei romani When We Left al trip-hop, dall’ambient elettronico di Nheap ai suoni nervosamente Breakbeat dell’americano Yahaleel; un’uscita completamente scaricabile dal sito di Musicaoltranza.
Cerchi buona musica? Scarica Gratis la Compilation di PRN! Il meglio della scena post-rock/elettronica/alternativa italiana condensata in 12 emozionanti brani.
Looking for good music? Download for free PRN’s first compilation! The best of Italian post-rock/electro/alternative scene summed up into 12 stirring tracks.
Esce per i nostri amici di …aquietbump, questa realese che contiene alcune delle migliori realtà dub della nostra terra!!!
Basata sul motto “Cooperazione, niente competizione”.
Cliccate sull’immagine per andare al download.
Our friends from …aquietbump have released an “italo dub roots compilation”, containing the hard work of bands and crews of Italian dub community.
It is based on the motto “cooperation, no competition”.
Click on the image to download the showcase.
Cerchi buona musica? Scarica Gratis la Compilation di PRN! Il meglio della scena post-rock/elettronica/alternativa italiana condensata in 12 emozionanti brani.
Looking for good music? Download for free PRN’s first compilation! The best of Italian post-rock/electro/alternative scene summed up into 12 stirring tracks.
Con il solo intento di dare visibilità a giovani gruppi nazionali nascosti alla vista del pubblico nel grande mare di internet, e senza alcun interesse economico, alcuni mesi fa si fece strada, nella mente di noi di PRN l’idea di mettere insieme alcuni brani e renderli gratuitamente scaricabili dalle pagine del nostro sito. Ora, dopo una lunga e snervante attesa, dopo una lunga selezione, dopo vari aggiusti, ripensamenti e attese, è finalmente pronta la nostra prima compilation!!! Una panoramica sul miglior post-rock nazionale che, dai Port-Royal agli A New Damage, passando per L’uomo di vetro e tanti tanti altri, vi dimostrerà quanto di buono si può trovare nella nostra penisola.
Months ago here in PRN we started to think about putting togheter some songs and create a free downloadable compilation in order to promote young Italian bands hidden to the majority of people who surf the net, and without the purpose of gaining money trhough it.
Now, after a long and frustrating wait, after an hard selection, after many adjustments and hesitations, our first compilation is done, at last!! It gives an idea of the best italian post-rock, from Port-Royal to A New Damage, crossing L’uomo di vetro and many others. We hope it will demonstrate that great things can be found even in our country.
Potete ascoltare e scaricare l’intera realese comprensiva di artwork a cura di K’_dash e il file con i contatti delle band, al seguente indirizzo:
http://www.archive.org/details/NoteAMargine-PrnCompilation
You can listen and download the full release at this link:
http://www.archive.org/details/NoteAMargine-PrnCompilation
There you will find also the artwork made by K’_dash and the file containing bands’ contacts.
Questa la copertina dell’album:
Here’s the cover of the compilation:
Di seguito la track list:
And here’s the tracklist:
01) all about max - dan’s song
02) hermitage - glass [Marsiglia Records]
03) a new damage - lggepra [Seahorse Recordings]
04) dresda - john wayne shot me [Marsiglia Records]
05) blaupankt - drogheria della pioggia
06) action dead mouse - edgar [Greed Recordings]
07) il cielo di bagdad - valentine pt. 2
0
iristea - british is not british
09) l’uomo di vetro - ausgang berlin
10) so! - leg godt [Seahorse Recordings]
11) mickey eats plastic - every april
12) port-royal - roliga timmen (longing machines) [per gentile concessione della band e della Resonant Recordings]
Grazie a tutti gli artisti che hanno collaborato a questo progetto, a cui rinnoviamo i nostri più grandi complimenti. Un ringraziamento particolare va invece ai Port-Royal che hanno deciso supportarci fornendoci un estratto dal loro ultimo album “Afraid to Dance”.
We’d like to thank all the artists that had cooperated with us and we want to show our support to them once again. A special thanks goes to Port-Royal, who decided to help us providing a song taken from their new album “Afraid to dance”.
[DOWNLOAD - MP3 - ZIP]
[Listen - Streaming]
Vi segnaliamo due appuntamenti da non perdere assolutamente. Domani a Trentola Ducenta, Fabbricaria Room con gli Aversani icaroREDRUM ,after set con Dj Bondage e le foto emozionali di Francesca Rao.
Al Black House Blues di Avellino invece, sono di scena gli A New Damage, la band rivelazione campana che presenta la loro prima fatica, “Businessman die getting bored” da poco uscito per la Seahorse Recordings, a seguire il fresco indie/disco set propinatovi dal duo Nonoise+Scrawl.
Non dite che avete da fare!!!
Arti che si scontrano, si battono e alla fine si uniscono e fondono in una comune emozione. Le superstar indie, gli emiliani Giardini di Mirò si cimentano nella sonorizzazione de “Il Fuoco” di Giovanni Pastrone (il regista di “Cabiria”,che propio in questa pellicola usa per la prima volta lo pseudonimo dannunziano di Piero Fosco); l’opera divisa in tre episodi, La Favilla, La Vampa, La Cenere, narra l’amore struggente tra il pittore Mario e la poetessa di cui si innamora e che riaccende in lui la fiamma dell’ispirazione. Accende così anche la vampa dell’ispirazione nei “Giardini”, che si spingono nel difficile campo della sonorizzazione filmica. Ad aprire la serata, ci saranno gli El-Ghor, una delle più abili realtà del panorama musicale nostrano. Una serata dalla calda avvolgenza, che vi permetterà di riscoprire le più intime emozioni del vostro animo.
Ecco un estratto del live dei Giardini di Mirò:
Space del festival.
English:Arts locking horns, bumping into themselves and in the and they mix themselves and blend in a common feeling. Indie superstar, Giardini di Mirò from Emilia Romagna, attempt to give a sound to “Il fuoco” by Giovanni Pastrone (director of “Cabiria”; in this movie he use foor the fist time the nick name Pietro Fosco); This work, splitted in three episods, “La Favilla”, “La vampa”, “La cenere” tells about the distressing love between Mario the painter and the poet that makes him fall in love and that fire again the flame of inspiration. In the same way she fire the same flame in “Giardini di Mirò; they drive to the difficoult field of giving a sound to a movie. The opening act will be played by El-Ghor, one of the most valuable band in Campania. A nigh of hot atmosphere, that’ll let you discover the most profound emotion of your soul.
Per tre giorni, Napoli diviene centro della cultura visivo-musicale europea. La città di mare registrerà intasamenti portuali, dovuti alle visite del popolo amante della sperimentazione e del progresso e dell’unione sinestetica delle arti. Giunto alla sua terza edizione, il Kaleidoscope festival apre finestre immaginifiche sulla scena mitteleuropea, secernendo la parte centrale del continente in tre sezioni; la prima serata del 20 Dicembre, è dedicata al post-rock nostrano, con i partenopei El-Ghor ad aprire la serata, che vedrà poi esibirsi i mostri sacri del suono “slow” e sperimentale, i Giardini di Mirò, che sonorizzeranno “il Fuoco” di Giovanni Pastrone, unendosi al regista torinese nella eguale ricerca del melodramma ( in questo caso usato nell’accezione di dramma melodico). Si passa così dalla pasta alle crepes, dal Chianti allo Chardonnay, con la serata del 27 dedicata alla amata/odiata Francia, ad aprire la serata ci saranno i “The Collettivo”, band della scena rock’n'roll partenopea, vera e propia rivelazione; sarà poi il turno dei Moon Pallas, band dal suono inconfondibile che unisce synth-pop e post-rock, che creeranno una “danza deprimente”, difficile da dimenticare. Il buoi lentamente si dirada e arriva il momento dei Kim Novak, tanto debitori ai suoni 80’s, dei Cure su tutti, tanto alle nuove vibrazioni indie, per un set da piacevole ascolto melanconico. Infine arriva il turno del divertente duo elettro/pop One,Two, che suonano come se i Beatles avessero iniziato a suonare nel ‘77 punk, incrociando poi la scena dance francese dei padri Duft Punk (assolutamente da non perdere). La serata inizia verso le ore 19 con la proiezione di cortometraggi e film francesi in collaborazione con “Le Grenoble”, Institut Francais de Naples; vedrà poi in successione la performance video-sonora del progetto Le Mal D’archieve, dei napoletani Felice Acierno e Pasquale Napolitano e quella sperimentale-acustica degli Illachime Quartet, che creano un’atmosfera in cui suoni e rumori “d’ambiente” divengono spunto per la ricerca sonora. Arriviamo dunque alla serata conclusiva , ai fuochi d’artificio che chiudono l’evento, con il signor Sasha Ring ovvero Apparat che ci condurrà all’interno di quella meravigliosa creatura altisonante che è “Walls”, il suo ultimo album, coadiuvato dalle visioni di Transforma Visual (Qui trovate la nostra recensione del live di Apparat al Pukkelpop). Ad aprire le danze il genovese Andrea Calcagno con il suo progetto Tarik1 e per Dirk Dresselhaus conosciuto come Schneider Tm, in assoluto uno dei migliori miscelatori di sonorità elettroniche del nostro tempo. Nella sala due sarà la volta del Goethe-Institut, e delle esibizioni di Katap e della performance audio-video di The Brady Alexander Project. Un festival dalle infinite sfumature simmetriche a cui sarebbe un suicidio mancare.
Trovate tutte le info sul festival su questo space.
Il periodo ottobre/novembre, oltre a trasportarci dall’autunno all’inverno, ci porta anche in una nuova atmosfera musicale, fatta di un mood diverso da quello estivo. Le nuove uscite discografiche rimarcano questo concetto. Così è per il nuovo disco del producer danese Trentemoller dal titolo “The Chronicles” e per l’ultima fatica di Swayzak, duo inglese che nell’ ultimo lavoro abbandona i suoni minimalisti per avvicinare sonorità elettroniche più psichedeliche e dopo quasi 15 anni di carriera sono sempre al passo con i tempi anche i questo “Some Other Country”. I grandi Underworld escono con “Oblivion With Bells”, lavoro cupo e decadente come non mai. Nuovo ed incantevole disco per lo svedese Josè Gonzales, con “In Our Nature”; disco uscito a fine settembre ma che si associa per umoralità alle altre release citate fin ora. Si rifà viva anche Roìsìn Murphy, la bionda ex leader dei Moloko, con il suo “Overpowered”, album dalle sonorità vagamente electro. Nuovo disco anche per Sam Bean aka Iron and Wine, che con il suo “The Shepherd’s Dog” porta a piena maturazione il suo discorso folk/avant-country. Rimanendo in tema di folk sperimentale, nuovi lavori anche per gli islandesi Seabear (per amanti dei Mùm) e Okkervil River. Ritorna anche una delle band culto del scena kraut-elettronica mondiale, gli Einsturzende Neubauten di Blixa Bargeland, con “Alles Wieder Offen”, tutto è ancora aperto e possono ancora dire la loro. Infine tre uscite dal sapore meno “freddo”, sono quelle degli Amari con il nuovo “Scimmie d’ amore” e dei The GO!Team con”Proof of Youth”. Ultima e doverosa citazione per “Late NightTales“, volume compilato in questa occasione da Norman Cook ovvero il signor Fatboy Slim, che per questa uscita ri-edita tra gli altri brani di Kraftwerk e Velvet Underground. Si prospetta davvero un bel inverno.
Enjoy!!!
English: The time between october and november, apart from taking us from autumn to winter, take us in a new musical atmosphere, made up of a different mood from the summer one. New recording issues point out that idea. In This way is the new album of Trentemoller, Danish producer, called “The Chronicles” and The last work of Swayzak, English due; in the last time Swayzak has left behind a minimal sound to meet an electronic sound more psychedelic, and after almost 15 years of career is always in step with time even with this “Some Other Country”. The great Underworld issue with “Oblivion with Bells”, as dark and decadent as never. New and amazing album for the Swedish Josè Gonzales, with “In Our Nature”; album issued in the end of september but it’s linked to the other releases for mood. Roìsìn Murphy come out also again, the blonde girl ex leader of Moloko, with her “Overpowered”, album with sounds vaguely electro. New issue for Sam Bean aka Iron and Wine also, with his “The Shepers’d Dog” has developed his speech about folk/avant-country. Staying on the sperimental folk topic, new works for Seabear (adviced to Mùm’s lovers) and Okkervil River, from Iceland. The Einsturzende Neubauten of Blixa Bargeland, one of the cult band in the kraut-electro scene, come back with a new album, “Alles Wieder Offen”,that means “Everything is still opened” and as a matter of fact, they can still have their say. In the end there are three new issues not so “cold” as the other ones; they are from “Amari” (their albul is called “Scimmie d’amore”) and from The GO!Team (its name is “Proof of Youth). At last but not the least “Late NightTales“, a compilation made up by Norman Cook, to be more precise Mr. Fatboy Slim, that in that issues had edited again some songs from Kraftwerk and Velvet Underground. A very good winter looks possible.
Enjoy!!!
Thanks to the Glove for the translation.
Polifunzionalità artistica è la parola chiave di questo Fabbricaria Rooms, spazio culturale dove musica e visioni si uniscono a creare una nuova espressione d’arte. Per questo primo appuntamento, l’associazione Fabbricaria propone nella sala concerti la live performance degli indie-rocker Miriam in Siberia, i dolci e malinconici casertani con all’attivo già un ep autoprodotto e valide recensioni su numerose testate nazionali. Mentre nella sala proiezioni si potranno scrutare le fiabesche illustrazioni di Elda e a seguire la proiezione del primo cortometraggio del film maker aversano Nicola Pellino, dal titolo Sognoziando.
Un’ ammirevole occasione per perdersi in un’ atmosfera onirica sospesa tra sogno e realtà, tra musica e immagini.
Nel palazzo municipale di Trentola Ducentola, si “fabbricano” sogni.
English:Artistic multifunctionality is the key word of that Fabbricaria Rooms, cultura area where music and visions match each other to create a new art expression. As first appontment, Frabbricaria association offers the live performance of Miriam in Siberia, an indie-rocker band, nice and melanchonic musicians from Caserta, with an ep selfmade already released and valid rewievs on a lot of national headings. Instead in the viewing room Elda’s fairy illustation can be watched and after that the first short movie of Nicola Pellino, a director from Aversa, called “Singhiozzando”.
An admirable chance to loose yourself in an dream-like atmosphere hanging between dreams and reality, music and images.
In “Palazzo Municipale” of Trentola Ducentola, someone is “making up” dreams.
Thanks to the Glove for the translation.
Da oggi potete finalmente acquistare (a qualsiasi prezzo vogliate) e scaricare la nuova fatica della band inglese. Basta andare su http://www.inrainbows.com e registrarsi.
Qui a PRN qualche euro lo investiremo, oggi!
[Woland783] Live Update:
- Il sito è attualmente non raggiungibile, a causa dell’alto traffico. In effetti accedere al sito era complicato fin da quando è stata data la notizia del nuovo disco, quindi c’era da aspettarselo.
- Il blog Green Plastic Radiohead dice che i primi inviti per il download sono già stati inviati tramite e-mail.
Il giudizio su questo disco di GreenPlastic è “Quite possibly the best Radiohead album ever made.” Ascolteremo e vi faremo sapere!
- Sito lento ma nuovamente raggiungibile. Difficile accedere, invece, alla pagina per la registrazione.
- Effettuando la registrazione oggi, il link per il download non arriva tramite email ma compare automaticamente una volta effettuato il pagamento.
English: At last, from today the new work of the English band can be bought (at the prize that you want) or downloadd. You just need to go on http://www.inrainbows.com and log in.
We of PRN are gonna invest some euros today!!!
[Woland783] Live Update:
- Now the web site is not available, due to the high traffic. Actually to get in to the web sit has been tricky from the news of a new album, so it was predictable.
- Green Plastic Radiohead’s blog says that first invitations have already been sended through e-mail
The opinion of Greenplastic on the last albul is “Quite possibly the best Radiohead album ever made.” We are gonna listen to and we’ll let u know!
- Slow surfing, but now the web site is again accessible. Instead, It’s hard to get in the registration web page.
- Doing the registration today, the link that take you to download the album doesn’t come to you through e-mail, but appears to you after the payment.
Thanks to the Glove for the translation.
Questa volta il nostro occhio attento è caduto su questo sensibile ragazzo inglese. Con un sound tanto vario da spaziare in sonorità prima vicine ai vari Luli Puna e Mum per poi arrivare a vibrazioni care a certi Tortoise. Emozionalità e pulsazioni forti come in “beauty”, sono il marchio di fabbrica del nostro giovane autore. Un personaggio GuyGelem, di cui sentiremo sicuramente parlare tanto.
Visitate il suo Space per ascoltare le sue seducenti sonorità.
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This time our careful eye has tumbled on that sensitive English guy. His sound is so huge to rage from sounds similar to Lali Puna and Mum in the beginning of their careers, to some vibration tipical of some Tortoise. Pathos and strong pulsations like in “beauty” are our young writer’s trademark. A character, GuyGelem, whome we will heard about again.
Go to his Space to listen to his tempting sound.
Thanks to the glove for the translation.

Acoltando le prime tracce di questo splendido album, si percepiscono chiare le influenze di band come Blonde Redhead e dei primi Placebo. Brani come” A Night Belongs to the Flowers”o “Venus” , vincono contro qualunque altro per impatto emotivo e passione sprigionata, sono odi ai sentimenti cupi e travolgenti. Sezione ritmica icalzante, suoni glitch e chitarre avvolgenti per quello che è a mio modesto parere il brano meglio riuscito dell’album che è “Doll”, che li avvicina a sonorità care a band come gli Yo la Tengo. Paragoni forti, ma che servono ad esprimere al meglio la bravura ed il peso specifico dei Vivianne Viveur italiana “emigrata” nel regno unito. In “Angel Grave” la
voce effettata e il suo essere rotta dal calore dell’istinto, mi ricorda gli At the drive-in pre scioglimento. In “Virgin” i suoni da prima caustici, si fermano per poi dilatarsi, prima di ritornare ruvidi e chiudere con un silenzioso pianto di un piano. Alternanza che si ripete in senso contrario invece in “Verlaine”. Echi di new-wave spuntano in brani come “Trembling” o il brano di chiusura “The Art of Arranging Flowers” dove fanno capolino i Cabaret Voltaire. Questo disco è stato sapientemente prodotto dalla Seahorse Records, di Paolo Messere, a cui si deve un plauso per non essersi fatto scappare questa band, che già era dovuta fuggire per realizzarsi. Un album per cuori deboli e amori fragili che non potrà che rianimarli.
English: Listening to the songs in the beginning of this gorgeous album, you can feel how bands like Blonde Redhead and the first Placebo have an influence in Vivian Viveur. Songs like ”A Night Belongs to the Flowers”or “Venus” beat every emotional effect and every passion, they are odes to dark and overwhelming feelings. In my opinion Vivian ViveurSeahorse Records, of Paolo Messere, the man who didn’t loose that band, that had been obligated to run out to pass from dreams to reality. An album to weak hearts and frail loves, but it couldn’t revive them. made their best job in “Doll”, with a persisting prosody and involving guitars just like Yo la tengo. It’s a strong comparison, but I need it to say how good Vivian Viveur (Italian band emigrated to UK) is and what is its importance. In “Angel Grave” the voice with effects broken by an hot instict, remind me At the drive-in before melting down. In “Virgin”, castic sounds begin the song to be stopped suddently and to begin again dilated, before coming back to rough sound and to finish whith silent piano’s tears. Instead in “Verlain” that periodicity has been reversed. New-wave echoes come out in songs like “Trembling” or in “The Art of Arranging Flowers” (the final song), where something of Cabaret Voltaire is recognizable. This album has been wisely produced by
Thanks to theglove for the translation.
Si presenta quest’ultima giornata di festival come la più lunga e senza respiro della mia vita. Questa è una di quelle giornate a cui ti prepari praticamente da sempre. Read the rest of this entry »
Le notti fredde nella mia piccola tenda le dimentichero’ difficilmente, vista la comodità del suolo di Hasselt. Questo inizio serve ad esprimere la mia “freschezza” mattutina non appena esco dal mio nido. Read the rest of this entry »
Ascoltate “Dictators” e ditemi se non è un brano dall’emozionalità infinita. Echi di Explosion in the sky e G.S.Y.B.E. si intersecano, così come le chitarre che si rincorrono affannate e cupe. Il buio è squarciato da minuscoli attimi di luce in “Weekend”, dove la chitarra ripropone lo stesso giro fino all’esplosione. In “28″ uno xilophono ricorda i sogni da bambino a cui la mente ritorna, prima dell’ arrivo della sofferente causticità di chitarre che si sovrappongono e insieme ad una sezione ritmica corposa, costruiscono una base solida e muscolosa, verso un sogno infinito. Quando nelle vostre orecchie entreranno le prime decadenti note di “Ausgang Berlin”, dai vostri occhi non potrà trattenersi una lacrima, al pensiero di cio’ che è andato perso. Un disco da ascoltare assolutamente il loro”A Merry Christmas”, magari non in una giornata infelice, ma sicuramente il sestetto di Foligno conservando l’istinto ed il calore con cui compone i brani, potrà presto raccogliere i giusti elogi.
Per ascoltare alcuni brani de “L’uomo di vetro” visitate il loro Space.

Listen “Dictators” and tell me if it’s not a track of no end emotions. Echoes from Explosion in the Sky and G.S.Y.B.E. cross each other, as the guitars running after one another…breathless, deep. Tiny moments of light break through the dark in “Weekend” and the guitar plays the same tune up to the explosion. In “28” a xylophone reminds our childhood dreams, just a moment before guitars’ suffering causticity overlapped to a full-bodied rhythmic branch, creates a sturdy basis…toward an endless dream. When the first decadent notes of “Ausgang Berlin” get into your ears, your eyes will drop a tear thinking to what has gone lost. “A Merry Christmas”: a record to be listened…absolutely, if only not on a sad day…and certainly the band from Foligno will soon obtain the appropriate regard, constantly keeping her instinct and glow.
If you want to listen “L’Uomo di Vetro” tracks visit the Space
Come si descrivono 3 giorni di fuoco e fiamme? Non saprei propio, ma almeno ci provo, dividendo il mio racconto come in un romanzo a puntate. Tralascio l’ epopea campeggio e mi concentro solo sui concerti, che sono poi la parte fondamentale del festival. Read the rest of this entry »
Prende vita la prima edizione di Audiomi, festival irpino che vedrà esibirsi nella 3 giorni, band dagli stili e dall’approccio multiforme. La prima serata, sarà aperta dai Deny, band locale fresca di disco per la Seahorse Recordings, dedita ad un suono tanto melodico quanto influenzato dal noise di matrice Motorpsycho; a seguire l’istituzione avellinese Funny Dunny fautori di un sound ruvido estremamente rock’n'roll con inserti surf e blues. Sarà poi la volta dei The Gentlemen’s Agreement, con le loro urla bucoliche, usando strumenti insoliti(un Ukulele, un Cavaquinho, e uno Xilophono) daranno vita ad un caratteristico suono swing/folk rurale e un live che vi colpirà. A chiudere la prima serata, i The Ultra Twist, band senese dal sound garage/punk e un live set “terroristico”. La seconda serata verrà aperta dal rock dei Moon Lab, seguito dallo stoner “heavy” e compatto degli avellinesi “purosangue” Tom Bosley, vicini alle sonorità care a band come i Fu Manchu. A chiudere il garage/rock dei salernitani The Provincials e le bombe sonoriche dei fiorentini d’adozione Miranda, con il loro suono obliquo e destrutturato. La serata conclusiva, vedrà esibirsi gli Habanaroma di Victor Quinones, gruppo cubano di sette elementi, ed infine il post/jazz dei Blojeau. Un occasione da cogliere per assistere a concerti che uniscono alla varietà, la qualità della musica. Audiomi vi aspetta dal 31 agosto al 2 settembre nella villa comunale di Avellino.
Dopo l’ottima riuscita della scorsa edizione, ritorna Segnali, il festival Atripaldese oeganizzato dall’associazione musico/culturale A’POTEA. Come ogni anno l’organizzazione punta sull’ eterogeneità delle band, non dimenticando la scena locale, passando dallo ska, all’elettronica, con il sempre presente gusto per l’indie. Venerdì 24Agosto si esibiranno nella città del fiume sabato i Flares, i punkers Skid Marx, i Plump con il loro pop-punk dal suono fresco e a chiudere i ritmi in levare dei Beltrame. Il giorno seguente sarà la volta dei rockers Mad Supernova che aprono la serata, del rap degli Ufficio Fallimenti Klan, , seguiti dal trascinante elettro-pop dei My Awesome Mixtape, la band bolognese,che poco tempo fa si è esibita sul palco del SDSM, lasciando tutti piacevolmente sorpresi. Conclude la tre giorni, la serata di domenica sarà aperta dalla grunge band Back Anapsters, a seguire il merengue/alternative dei Gentleman take polaroid(errore voluto dalla band) e a chiudere il festival il pregevole sound dei A Toys Orchestra con il loro indie tanto vicino ai Blonde Redhead che con l’ultimo disco “Technicolor Dreams”(prodotto da Dustin O’Halloran dei Devics) ha pero’ preso una direzione estremamente personale, producendo recensioni eccelse e pareri entusiasti anche oltre la nostra penisola. Il tutto correlato dai dj set reggae di Rude Boy, quello di Robot Rock feat.La Roccia(assolutamente da non perdere), il set techno/bit di Dj Lady e l’indie/disco set di FreshTrash. Un appuntamento da non perdere; da segnare e segnalare.
Seppur a meno di una settimana dall’inizio, il festival belga è ancora un cantiere aperto. Tra gruppi che vanno e gruppi che arrivano, il calendario degli orari è lievemente cambiato. Dopo le defezioni di Tania Stephens, Tussle, Tokio Police Club, e soprattutto quella dei Peeping Tom, si è aggiunta l’ultima dei +44, tutte o quasi a causa della cancellazione da parte delle band dei loro tour europei; in sostituzione parziale gli organizzatori del festival hanno annunciato la presenza di nuovi artisti, ovvero: Kate Nash, la dolce musicista inglese, polistrumentista, autrice di un suono sullo stile molto estremamente indie acustico/elettronico di Jenny Wilson. Saranno inoltre presenti I Reverend and the Makers, combo di Sheffield dalle sonorità disco rock, simili a quelle dei The Gossip, i The Twang ed infine l’afro beat del belga Baloji. Aspettatevi comunque delle novità fino all’ultimo giorno.
Per tutte le info visitate il sito:
Riprendiamo il nostro cammino tra le band più interessanti del panorama internazionale, passando questa volta per la Francia, e più preciasemente in quel di Lione per incontrare il sound electro dei Destronics. Il duo transalpino si rifà ad un suono alla Justice, che è figlio tanto del french touch alla Daft Punk quanto a band che hanno fatto la storia del rock come Led Zeppelin e Rage Against the Machine. Il duo composto da Quentin Lechemia e Patrice Chatelus, fonde l’impeto propio di una live band con i suoni elettronici in stile Air. Alternano brani duri e potenti, con chitarre grasse a momenti più emozionali come in “Praying to a Coma”. Assolutamente un nome da tenere d’occhio per il futuro.
Inizio dalla fine o meglio ancora, dalle considerazioni finali: Lo stonefreefestival è stato un gran bell’ evento, Apice vecchia è un posto assurdo. La due giorni non era iniziata benissimo, arrivati in questo paese fantasma, Stefano Spina in arte Nimesse spacca due vetri contenenti suoi disegni e il palco che arriva è delle dimensioni sbagliate, sembra aleggiare qualche spirito malvagio sul paese sannita, notoriamente terra di streghe. Read the rest of this entry »
Mi flaggellerei per non essere stato presente a tutti e sei i giorni di festival, ma non è dipeso da me. La mia presenza è limitata agl’ ultimi due giorni;, quanto basta per farmi sentire felice di esserci stato e abbastanza da farmi rodere per aver perso il resto. Il sabato arrivo nell’ accogliente Guardia Sanframondi verso le 20.00, dopo mezza giornata passata tra autobus, treni e passaggi in auto, subito si respira un’aria serena, di fest(ival)a per tutti. Trovo tutti i mie amici vecchi e nuovi che siano, che mi raccontano quello che mi sono perso (ed è tanto ve lo assicuro) nei giorni precedenti. Poi finite le storie e gli aneddoti saliamo sullo splendido castello medievale in tempo per ascoltare il set elettro pop freschissimo e caramelloso dei my awesome mixtape, con un vocalist trascinante e schizzofrenico che non può non coinvolgervi ed allo stesso tempo emozionarvi, insomma sicuramente una delle cose migliori in giro attualmente. Dopo è il turno dei canadians che dal vivo suonano corposi e senza sbavature, ma troppo “college rock” per i gusti del sottoscritto. Alla fine arrivano loro, i più attesi della serata, i grandi giardini di miro’ che riescono a tenerti in quel limbo tra il narcotico e il desto, con l’alternarsi di pezzi dal nuovo album dividing opinions e cose più datate come la “sempreverde” Pet life sever, con qualche piccolo intoppo tecnico e qualche presa in giro ai gruppi antagonisti della serata. Eccellenti come sempre senza mai l’ombra del divismo. Passo il resto della sera ad ascoltare il dj set finale e a bere con gli amici, per ritornare in campeggio quasi alle 5 del mattino, “dormire” per modo di dire all’ aperto e svegliarmi con il sole battente sul mio volto e gli insetti accomodatisi nel mio sacco a pelo. Provo a riprendermi con cappuccino e doccia e tutto sembra andare per il meglio, conosco un pò di gente e dopo il pranzo “in famiglia”, ritorniamo in zona festival. Sono praticamente le 18 passate e faccio in tempo per vedere il live dei uochi toki, caustici come pochi, rumorosi e con i testi più pazzi del secolo. Finito il loro live dalle mille interruzioni, cerco un posto dove riposarmi, ma un attacco di panico grande come il monte bianco mi assale e ci vogliono ore per calmarmi, grazie al conforto di amici e amiche. Mi riprendo in tempo per la serata e salgo a vedere i Motek, dopo aver ingurgitato un mitico panino con salsiccia. La band belga non dispiace affatto, in particolare nelle parti più dure e serrate, che con le debbite proporzioni li avvicina a certi suoni alla red sparowes. Poi arriva il turno dei miei preferiti, quei Three second kiss da Bologna che propio al six days avevo visto cinque anni prima e da cui ero rimasto stregato. Suonano ancora come allora, destrutturati e ruvidi come non mai, nonostante qualche piccolo problema di natura tecnica sciorinano brani incredibili a tutto andare, non mostrando per niente i quasi quindici anni di carriera, e portando alla batteria sacha dei theramin. Arriva così il momento del mito, dell’ istituzione, gli Uzeda di cui è inutile dire, che hanno fatto dischi con la touch and go, basta dire che sono devastanti ed emozinonali, duri e viscerali come nessuno nella penisola, facendo delirare e commuovere coloro che assistono al loro live. Potenti all’infinito, mostrano dopo 20 anni di attività di mettersi tranquillamente in tasca tanti gruppetti di oggi. Finisce il concerto e vado via carico di meraviglia per uno dei migliori live in assoluto che abbia mai visto. Arriva così il momento dei saluti e mi rattristo perchè vorrei rimanere ancora un altro giorno, un’ altra settimana o magari tutta la vita in quel posto. Un festival senza eguali dove ti senti a casa tua e in più ascolti la miglior musica in circolazione, il che non guasta mai. L’anno prossimo, ricordatevi di lasciare sei giorni liberi a fine luglio e non ve ne pentirete.
ps. un ringraziamento indistinto a tutta l’organizazzione, ma un saluto particolare a Stefano, Cico, Luca, Umberto kontrasto, l’avvocato, Sara& Sara(che mi ha salvato da un infarto sicuro), Luana e tutti quelli che ho sicuramente dimenticato. All’ anno prossimo.
Violent Lover

Vi mettiamo in guardia sull’ultima creatura di SOUNDABBAST in collaborazione con il GAL verde irpinia. Preparatevi a qualcosa di veramente originale, di mai visto prima; fabbri, musicisti improvvisati tra balle di fieno e bovini. Musica, video e maniscalchi, il 9 agosto nella irpina Lacedonia. Marco Mesina dal vivo con Pasquale Iannarella. I video di Pier Paolo Patti, per i partenopei Retina. Continue improvvisazioni rurali. Selezioni della nostra label preferita A quiet bump. Tutto ciò è solo un’anticipazione, presto vi diremo di più.

Questo Rino Gaetano noir è una delle cose più belle apparse ultimamente nel panorama musicale italiano(non è un caso che abbia gia diviso il palco con gente del calibro di Moltheni e Tre Allegri Ragazzi Morti). Decadente come un Baudelaire di Ferrara, fa sua la poetica della sofferenza e dell’esigenza di raccontare la propia provincia meccanica, quella dei camerieri e degli operai. Dolori prima sussurrati e poi urlati con un’urgenza punk, (sarà la prima volta che non andrò a votare, sarà la prima volta che non andrò a puttane) è un verso capolavoro, canzoni come “La gigantesca scritta COOP” o “Fare i camerieri” sono lucidi atti di odio/amore per la propia esistenza. Il cielo è nero sopra di noi e nulla sembra poterci salvare, se non le 8 tracce di questo “luminoso” album. Se credevate che di Lindo Ferretti non ne potessero esistere più, beh vi siete sbagliati. Se credevate che Rino Gaetano non potesse essere mai avvicinato ai CCCP, beh provate ad ascoltare le canzoni di “Vlad” Brondi e vi ricrederete. Metterà in dubbio tutte le vostre certezze con l’aiuto della sola chitarra acustica e della sua voce ruvida e schietta. Qui non si parla del primo amore o del gravido odio per il mondo, qui si parla di COOP, della Fiat e di madonne anoressiche. Ora che sapete, andate e diffondetene il verbo.
Giunto alla seconda edizione, lo stone free festival, fa gia il salto di qualità. Dopo la scorsa edizione dove si erano esibite numerose band interessanti della scena campana e non, su tutte Miss fraulein e Il cielo di Bagdad, quest’anno vedremo nella splendida cornice del castello medievale di Apice Vecchia, due dei maggiori gruppi italiani del momento: i torinesi Petrol, nuovo progetto dell’ex Marlene Kuntz, Dan Solo, e Franz Goria, già voce nei Fluxus, con il loro live set intenso ed emozionale e i capitolini Zu, senza esagerare la miglior live band italiana, che vanta collaborazioni con l’ex Fugazi Joe Lally, Geoff Farina dei Karate, il mitico Mike Patton e quella fresca fresca con il giapponese Nobukazu Takemura, oltre ad aver aperto il recente concerto dei Sonic Youth a Ostia con uno dei loro live infuocati. Si esibiranno in oltre gli psichedelici Poppy’s Portrait unici rappresentanti nostrani allo Sziget e l’industrial/metal di Aquefridge (con uno dei live più “spaventosi”di sempre). Come sempre si da valore al buono che si ha in casa, rappresentato in questo caso dai beneventani Lamia, finalisti di rock targato italia e dai loro robustissimi concittadini Chaos Conspiracy. Insomma un menù buono per tutti i palati, che non potrà che soddisfarvi. Vedremo inoltre le istallazioni ed esposizioni di Alessia Ciocca con le sue “bambole affrante” e mai così lontane dallo stereotipo Barbie e le mostre di Laura Vitti e Stefano spina , in arte Nimesse uno degli artisti più promettenti della scena campana.
Insomma ricordete di tenervi liberi per il 4 & 5 Agosto, mancare sarebbe un reato.
Contatti:
Il festival avellinese giunto alla sua Terza edizione, ha chiuso il cast della due giorni. Dopo aver ospitato gli scorsi anni, band come: Ulan Bator, …A Toys Orchestra, Appaloosa, Black Era ed altri numerosi artisti, la due giorni irpina vedrà quest’anno esibirsi il primo giorno, Dejligt progetto di Matteo Dainese ( già Ulan Bator e Bikini Bandits) ed Enrico Molteni (bassista degli storici Tre Allegri Ragazzi Morti), My Awesome Mixtape nome nuovo della scena elettro-pop italiana, ma già presenti nei maggiori festival della penisola, Ne travaillez Jamais folle hardcore band napoleta e altri artisti del panorama avellinese. Il giorno seguente, Velvet score, band fiorentina che ha già diviso il palco con band quali blondered head, giardini di miro’ e il 26 aprirà la data toscana dei Mogwai. La stessa sera si esibiranno i napoletani Songs for ulan e gli A new damage, band campana che ha vinto le selezioni per Italian Wave e si esibirà quindi al festival toscano. Per lquanto riguarda i visual, il 22 ci sarà la proiezione di cortometraggi del regista Antonello Matarazzo, mentre il sabato avremo la performance di Manlio Noto, video artista siciliano. 22 e 23 giugno, Mas fest’07 Avellino, interamente gratuito, da non perdere.
Per maggiori informazioni, il programma completo, la location e le edizioni passate, visitate il sito:
Non so se questo post sarà degno di fede, sono un irpino e questo lavoro mi tocca nel profondo. In memoria del tragico terremoto del 23 novembre 1980, che ha sconvolto le vite di migliaia di cittadini dell’entroterra irpino, i Mou escono con questo splendido lavoro. I suoni si allontanano dalle derive drum’n'bass che caratterizzavano il lavoro precedente(l’ottimo ###NTAIN VIBES), per avvicinarsi a sonorità piu’ indie ma sempre con tanto dub come è consueto alla band. Stavolta c’è più impatto, piu uomo e meno macchina mi verrebbe da dire. La sezione ritmica è più che mai corposa e presente, i synth vanno alla ricerca dei suoni che ricordano le radici del gruppo, tra tarantelle elettroniche e campionamenti delle parole e del dolore della gente, che vengono usati come veri effetti o addirittura tracce (sentire i boati su cui è creata radio alpha on air). La voce di Renato è sempre costruita su un rap dialettico ma stavolta è piu turbata dal ricordo degli eventi. Personalmente la prima volta che l’ho ascoltato gli occhi mi si sono gonfiati di lacrime, nell’ascoltare questo struggente documento di rievocazione fatto anche di telefonate speranzose e nella mente passavano tutte le diapositive viste su questo inevitabile dramma. I Mou lasciatemelo dire realizzano un lavoro splendido di rievocazione e di ricordo fatto di atmosfere prima robuste, poi via via sempre piu umane e delicate, che trovano il loro apice in “Le mani sulla schiena” dove sarà impossibile non sciogliersi nel ricordo delle propie cicatrici. Un album per non dimenticare e da non dimenticare.

Di seguito trovate il link della prode A Quiet Bump, dove potrete scaricare l’intera realese gratuitamente:
La nostra presenza è limitata alla sola prima serata, ma basta per farci tornare a casa felici e carichi di meraviglia. Dopo l’attesa per ritirare il biglietto, entriamo al palazzo dei congressi (si propio quello dove è nato il “mostro democratico”), non appena saliamo in terrazza i Battles sono già pronti a farci delirare con il loro math-rock alieno, ed è un live che non si può descrivere a parole, è un cerchio concentrico, che parte e si chiude sulle stesse frequenze delle note iniziali. Dopo è il turno di Apparat, il cui live entusiasma, emoziona e fa ballare allo stesso tempo dimostra di essere lui il vero genio della serata e non Nathan Fake, che invece delude; indeciso se far continuare a ballare gli astanti o sperimentare con i suoni a lui tanto cari, che gli sono valsi innumerevoli complimenti nell ultimo anno. Verso l’una arriva il momento di spostarci nel salone della cultura dove il duo svedese Minilogue ha già iniziato a far muovere i corpi dei presenti con la loro miscela di techno, minimal e suoni ambient(che per la verità si sentono poco), tutto spinto da bassi acidissimi. Neanche il tempo di finire che Luciano attacca con un live set di fuoco dove fermarsi è impossibile e noi non scappiamo, se non per una ventina di minuti, giusto il tempo di far stridere nelle nostre menti i suoni e le visioni di un “immenso”Alva Noto. Quando arriva il turno di Gabriel Ananda, resistiamo solo pochi minuti per poi decidere di concederci un meritato riposo prima della tempesta(Ellen Allien). Sono oramai le 4 del mattino inoltrate quando la musicista tedesca sale in console per iniziare un dj set che sembra infinito. Parte con la sua “WAy Out” va avanti per più di due ore con un solo intoppo dovuto ad un calo di corrente che fa saltare la console, poi riprende “dolce”come solo lei sa senza darci respiro fino alle 6 del mattino. Poi cornetto e cappuccino e tutti a nanna. Un consiglio, l’anno prossimo non mancate.
Violent Lover
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si ringraziano: Gianluca Cillo per le foto e Nicola Eros Mottola per il supporto tecnico.
Ricordo la prima volta che ho ascoltato questo disco; ero a Parigi in una grande catena di cui non faccio il nome e la mia ragazza mi fa: ” senti un pò questo gruppo”, e da allora non ho più potuto farne a meno. L’album è oramai uscito da un anno, ma lo ascolto ancora incessantemente. Il gruppo svedese si avvale in questo radioso album della collaborazione di Neneh Cherry(la sorella di Eagle Eye e figlia del trombettista Don), famosa per la sua attività nel Bristol Sound, quello di Massive Attack e Portished tanto per intenderci. Ed è propio al suono di Bristol e ai gruppi citati che il progetto strizza l’occhio, forse con un pizzico di solarità in più. Un substrato elettronico, un pò di dub, ritmi in levare e voci calde, per il disco che difficilmente ti scordi.
Potete guardare inoltre il video di “Starved”:
Infine visitate il loro space:
Sembra un cubo di Rubick musicale, il nuovo disco dei Battles. Puoi passare la vita a tentare di capirlo ma difficilmente ci riuscirai. Dopo 3 ep ed una ristampa globale danno vita alla loro prima creatura, chiamata “Mirrored”. Dentro questo cubo, cori al limite del demenziale che sembrano provenire da un altro pianeta, il singolo “Atlas” che con quel timpano continuo sembra dare vita a una “danza tribale interstellare”(non sono un fan di star wars e John Stainer ex Helmet e Tomahawk “picchia” che è un piacere), cantata da marziani; poi arriva il basso ripetitivo a divedere la follia dalla psichedelia di quelle migliori. Nel disco spuntano dalla ragnatela “math rock”(Ian Williams ex Don Caballero è uno dei padri del genere) attimi di melodia prima sconosciuti o quasi alla band e clapping che esplodono poi nella follia più brutale. In pezzi come “Tonto” si avvicinano a sonorità new wawe ma con la solita intelaiatura metallica delle chitarre. Sembrano in alcuni pezzi essere vicini all’ hip-hop schizofrenico di alcuni progetti firmati Mike Patton, dove vocine ridondanti in sintonia con tastiere d’altri tempi ti entrano in testa.Sono il vecchio e nuovo che avanzano insieme caracollando ubriachi di tanto squilibrio innovatore. Questo è un gruppo che fa della “follia ragionata” la sua arma vincente. Unica controindicazione? Una possibile foschia mentale alla fine.
L’album è completaqmente ascoltabile sul loro My Space:http://www.myspace.com/battlestheband

Qui trovate il video del singolo Atlas:
Vi consiglio di fare un giro su NetLabel.org, dove potrete trovare tantissime etichette che grazie ai creative commons vi permettono di scaricare gratuitamente le loro realese. Potrete accedere all’archivio diviso in categorie e deliziarvi a seconda dei vosti gusti, dall’elettronica al free jazz, dal post rock al punk, insomma di tutto e di più. Enjoy!!!








